Ricerca

L’Ospedale Privato Accreditato Villa Bellombra, da alcuni anni, si dedica con successo ad attività di ricerca, studio e sperimentazione clinica e partecipa a numerose attività congressuali collaborando con diverse e importanti strutture sia in Italia che all’estero.

Riabilitazione intensiva con tecnologia robotica LOKOMAT PRO, ARMEO POWER e ARMEO SPRING per il recupero degli arti inferiori e superiori

Villa Bellombra leader nella riabilitazione intensiva robotica, ha implementato la dotazione di macchinari all’avanguardia affiancando ad ARMEO SPRING, già in uso da più di 10 anni, ARMEO POWER per la riabilitazione dell’arto superiore e LOKOMAT PRO per la riabilitazione dell’arto inferiore.

LA Casa di Cura Villa Bellombra è infatti specializzato nel recupero di disabilità neurologiche ed ortopediche in regime di ricovero.

Armeo Spring e Armeo Power, così come Lokomat Pro, sono supporti robotici che integrano e supportano il lavoro dei fisioterapisti nella riabilitazione di pazienti colpiti da ictus o altre patologie neurologiche. Rispetto al trattamento tradizionale, la ricerca clinica dimostra che un tipo di riabilitazione, frequente e intensa come quella robotica consente un recupero funzionale “misurabile” delle capacità.

Lo svolgimento degli esercizi attraverso simulazioni e giochi, in un ambiente di realtà virtuale, motiva inoltre il paziente favorendone la performance. Con l’acquisto dei due nuovi macchinari Villa Bellombra, con una storia quasi centenaria ed un’attenzione particolare alla ricerca scientifica e all’innovazione, si conferma centro di riabilitazione intensiva ad alta tecnologia di riferimento regionale.

La riabilitazione dell’arto superiore, in pazienti con esiti di stroke, tramite ortesi di supporto (ARMEO®)

La collaborazione con lo Spaulding Rehabilitation Hospital – Motion Analysis Laboratory di Boston concerne la riabilitazione dell’arto superiore, in pazienti con esiti di stroke (infarto), attraverso l’esecuzione di specifici esercizi in uno spazio di lavoro tridimensionale in un ambiente di realtà virtuale tramite ortesi di supporto ARMEO®.

Lo studio ha lo scopo di valutare l’efficacia dell’utilizzo della sopra citata apparecchiatura che fornisce un supporto per il braccio paretico dei pazienti, permettendo loro di compiere movimenti che normalmente non potrebbero fare.

Molti pazienti con esiti di stroke possiedono un controllo neuromuscolare residuo nell’arto superiore emiparetico, ma non sono in grado di riacquisire una buona funzionalità a causa della grave debolezza muscolare e dell’incapacità di superare la forza di gravità.

ARMEO® neutralizza il peso dell’arto, rende possibile ai pazienti l’utilizzo del controllo residuo sia dell’arto che della mano e permette di eseguire, con movimenti ripetitivi e intensivi, una serie di esercizi guidati con una simulazione 3D di compiti ispirati ad attività della vita quotidiana.

La compensazione di peso aiuta i pazienti a rinforzare l’arto paretico, aumentandone la funzionalità e prevenendo gli effetti avversi dovuti al non uso.

L’impatto delle lesioni cerebrali sui processi di internalizzazione ed esternalizzazione

La collaborazione con  il Dipartimento di Neuroscienze e con l’UOC di Neuroradiologia dell’Ospedale Bellaria AUSL di Bologna, sotto la supervisione del prof. Georg Northoff (Direttore del Laboratorio di Neuroscienze presso la facoltà di Psichiatria e Psicosomatica dell’Università di Brandeburgo), riguarda l’impatto delle lesioni cerebrali sui processi di internalizzazione ed esternalizzazione attraverso uno studio neuropsicodinamico.

Lo studio si propone di indagare il rapporto tra i meccanismi di difesa di base, come internalizzazione e esternalizzazione (facenti parte del Sé e della struttura di personalità), e la “Resting State Activity” in pazienti con lesioni nelle diverse regioni cerebrali. Il progetto di ricerca ha avuto parere favorevole dal Comitato Etico dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

Condizioni psichiche e recupero funzionale del paziente con esiti di ictus e del familiare di riferimento

La collaborazione con il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’Università di Bologna e con la Facoltà di Psicologia di Cesena riguarda il fenomeno del disagio psichico post ictus (PDS).

Il disagio psichico (ansia, depressione, confusione mentale e disturbi del comportamento) può influenzare il recupero funzionale del paziente con esiti di ictus.

Dai risultati ottenuti da studi di ricerca emerge l’importanza di una diagnosi tempestiva del suddetto disagio e del conseguente trattamento dello stesso. Infatti il paziente con PSD presenta, a parità di lesione organica e di limitazione neurologica, una disabilità funzionale maggiore del “non depresso” e inoltre, in ambito riabilitativo, dimostra una minore partecipazione al progetto di recupero complessivo, influenzandone di conseguenza gli esiti.

Evidenze cliniche e studi scientifici dimostrano che esiste anche una significativa relazione tra l’andamento del recupero funzionale del paziente con ictus e lo stato psicologico del familiare di riferimento. La funzione di quest’ultimo è non solo di natura assistenziale, ma anche, e soprattutto, di vicinanza affettiva, di supporto alla motivazione e di integrazione ai trattamenti rieducativi sin dalle fasi più precoci. Il carico fisico ed emotivo che tale ruolo comporta, predispone il familiare di riferimento alla manifestazione di un disagio psicologico, in particolare di natura depressiva che, oltre ad incidere sulla sua qualità della vita, influenza negativamente la qualità delle cure fornite al paziente. 

Progetti di ricerca attualmente in essere

  • Studio multicentrico osservazionale aperto di confronto fra dispositivi robotici (end effector e esoscheletrici) per il recupero funzionale dell’arto superiore negli esiti di stroke – ROBOTAS.
  • Efficacia della Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva (r-TMS) abbinata al trattamento cognitivo convenzionale sui sintomi cognitivo-comportamentali della negligenza spaziale unilaterale sinistra in soggetti affetti da ictus destro entro tre mesi dall’esordio in confronto al solo trattamento cognitivo convenzionale: studio randomizzato controllato.
  • The efficacy and related neurophysiological changes of robot-assisted Upper limb Rehabilitation in Post-stroke patients: a multicenter randomized controlled trial – STUDY PROTOCOL ID: Power UPS REHAB.
  • Condizioni psichiche e recupero funzionale del paziente con esiti di ictus e stato psicologico del familiare di riferimento.
  • L’impatto delle lesioni cerebrali sui meccanismi di difesa e le prime fasi della riorganizzazione del sé: uno studio neuropsicodinamico nell’ictus.

Le altre iniziative

  • Ospedale senza dolore. Il dolore costituisce un fenomeno patologico, una malattia nella malattia che influisce pesantemente sulla vita delle persone con effetti negativi sulla sfera fisica, psicologica ed emozionale. Il dolore può compromettere l’autonomia, le relazioni interpersonali, i rapporti familiari, favorendo l’isolamento della persona dal contesto sociale. Al fine di una corretta valutazione del dolore e di una conseguente e adeguata terapia, gli operatori sanitari hanno il compito di ascoltare i pazienti, raccogliere tutti gli elementi utili per una corretta diagnosi, senza trascurare di valutare l´intensità del dolore utilizzando semplici scale di misurazione.
  • Risk Management – Gestione del rischio clinico
  • Comitato Infezioni Ospedaliere (Circolare Ministeriale n°52/1985 “Lotta contro le infezioni ospedaliere” e Circolare Ministeriale n°8/1988 “Lotta contro le infezioni ospedaliere: la sorveglianza”).

Progetto GRACER (Gravi Cerebrolesioni Emilia-Romagna)

GRACER è inserito all’interno del modello organizzativo a rete Hub & Spoke dedicato alle alte specialità. Il modello prevede la individuazione di strutture ospedaliere altamente specializzate (Centri Hub) e di ospedali del territorio (Spoke) coordinate attraverso una rete informatica che consente invii mirati secondo le condizioni dei pazienti.

Attraverso il collegamento in rete dei servizi, Gracer ha l’obiettivo di garantire tempestività nella presa in carico dei pazienti, garanzia di adeguati livelli di cura e di continuità di cura, equità nelle condizioni di accesso e di fruizione.

Il progetto GRACER è rivolto alle persone con grave cerebrolesione acquisita che risiedono nel territorio regionale o che sono ricoverate in strutture sanitarie dell’Emilia Romagna.

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